Dario La Rosa

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Libri

Libri di dario la rosa

La magia della scrittura sta nella sua capacità di far rivivere il passato e allo stesso tempo proiettare nel futuro. In mezzo ci sta la lettura, la più bella stanza per l’immaginazione

Qui ci stanno le mie storie. Alcune hanno a che fare con Iachìno Bavetta, l’investigatore amatoriale dei miei gialli; altre sono storie più intime, noir o racconti brevi. Tutto questo mondo variegato è la mia scrittura.

La delicatezza dei fiori di cappero

copertina libro la delicatezza dei fiori di cappero di dario la rosa.
mostra un fiore di cappero stilizzato

Penso che tra tutti quelli che la natura sa produrre, quello del cappero sia il fiore più bello. Non so se lo conoscete, odora solo di acqua di mare, di sale, forse perché cresce meglio tra le scogliere.
Ho scelto questo fiore per dare il titolo a un libro, a un’avventura intima di Iachìno, un giallo mediterraneo che è più un mistero dell’anima e dei suoi risvolti. L’ho intitolato “La delicatezza dei fiori di cappero” ed è ambientato in un’isola che amo, quella di Favignana. La storia prende spunto da un ricordo di quando ero bambino. Potete sfogliarla cercando su Amazon e se volete sentire la voce di Iachìno, se ne parla anche nel podcast “Dal taccuino di Iachìno Bavetta”. Trovate tutto anche sul mio sito. Buona lettura e buona primavera! La delicatezza dei fiori di cappero è un libro che parla della primavera interiore nella cornice di un giallo mediterraneo. ACQUISTA DA QUI – PODCAST.


La colazione dell’assassino

Un’esilarante indagine di Iachìno che vorrei fosse un regalo per tutti voi lettori che mi siete stati accanto da quando ho iniziato a scrivere le sue avventure e che in qualche modo siete entrati a far parte della simpatica famiglia Bavetta. Un grazie di cuore da Iachìno, Carmela, i picciriddi e il bassotto Arturo. Ah, pure da Gerlando… (dimenticavo)!

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Come neve d’inverno

dario la rosa ritrae una foglia autunnale colorata di ruggine

Ci sono storie che nascono soffici e delicate, per le quali bisogna attendere che si posino per poterle toccare senza che si rompano. Come neve d’inverno è una storia scritta durante un difficile inverno. Qui Iachìno si scontra con le sue paure e con un vecchio dramma che lo ha colpito quando era bambino. Una storia a cui voglio particolarmente bene perché, nello scriverla, mi ha dato un abbraccio.

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Non è mai troppo tardi per una lettera d’amore

A volte ci si chiede dove possano andare a finire i racconti, anche quelli brevi, come questo qui che racconta la scelta di una donna ormai anziana. Una scelta di vita invece che di morte. Una breve storia, com’è breve la vita, nata pensando che c’è sempre un evento imprevedibile che può farci cambiare strada e portarci lì dove non avevamo immaginato. Tutto con un pensiero ai ricordi e alle persone amate. Ed è con loro che ci si deve tenere vicini. Per questo non è mai troppo tardi per una lettera d’amore.

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Mistero a Cala Rossa

“Favignana è troppo bella per non ambientarci una nuova storia”. Sono bastate queste due parole della mia amica libraia Clelia per fare riuscire il miracolo: scrivere un breve romanzo nell’arco di una settimana. Proprio come faceva Simenon, mi sono detto quando sono riuscito a finirlo. Ed è vero, l’isola è troppo affascinante per potere essere raccontata in una sola storia. La pasta coi ricci di Iachìno Bavetta, ovvero il Giallo a Favignana, ha adesso il sapore delle aguglie fresche e i colori di quella magica cala in cui l’acqua è turchese come certi occhi che ti fissano senza che puoi scordartene più. E che tornano, nostalgici e insieme speranzosi, perché vuoi tenerli sempre con te.

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Delitto ai Candelai

Ci sono luoghi in cui capiti per caso da bambini e poi finisci per passarci l’adolescenza e altre fasi della vita. Club in cui sogni di suonare e poi capita davvero e luoghi in cui vivi la magia di live come ascoltassi le star a casa tua. Ci sono luoghi in cui condividi gli abbracci stretti del tango e in cui scopri stanze segrete dalle storie straordinarie. I Candelai è uno di questi posti e la sua magia ha ispirato questo racconto giallo che parte proprio dalla sua unica atmosfera dal fascino decadente e retrò.

In un noto locale in cui Iachìno Bavetta era andato con sua moglie per trascorrere una serata in allegria, avviene un omicidio che manda in frantumi l’uscita romantica e innesca una serrata indagine per scoprire cosa si nasconde dietro l’uccisione.
Con l’aiuto del socio e collega giornalista Gerlando, l’investigatore amatoriale Bavetta si troverà a scavare nel passato di un locale che era stato una vecchia casa a luci rosse e a risalire all’identità della vittima e alla sua oscura storia, fino alla risoluzione del caso.

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Edizione Straordinaria

La vita sa essere straordinaria nelle sue contraddizioni. Volevo scriverlo da tempo questo libro ma non sono riuscito a portarlo a termine per diversi anni. Fino a quando non ho cancellato tutto quello che avevo scritto e ho ascoltato il cuore. Ne è nata una storia straordinaria, come l’edizione del giornale di satira che Iachìno e Gerlando si troveranno a confezionare dopo l’intervista a un boss e il furto di una Cinquecento d’epoca. Una storia come sapeva fare Chaplin, che ti fa ridere ma ti dice le cose come stanno.

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Nero

Copertina libro Nero dario la rosa

Gennaio 2025, pieno inverno. Il momento giusto per pubblicare una storia che ha le fiamme dentro. Per sciogliere la coltre di ghiaccio che a volte ci sfiora l’anima.
Con Nero concludo una trilogia, nata con Devo chiederti scusa e proseguita con Mano nella mano, in cui protagoniste sono le strade e le storie di chi le calpesta.

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Monsieur Chef

Copertina Monsieur chef dario la rosa

Prendi un giornalista e digli di fare lo chef! Le pietanze saranno squisite ma se ci scappa il morto la sera della cena, l’indagine è inevitabile. Un romanzo a cui sono particolarmente legato per la sua ironia, il mio amore per la cucina e perché mi ha fatto arrivare tra i finalisti dell’Amazon Storyteller nel 2022. Ho scelto di mettere il Vol.0 perché è stato scritto dopo il “Giallo alle Eolie” ma è stato pubblicato prima, dando un nuovo inizio alla mia dimensione di scrittore.

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Devo chiederti scusa

C’è chi le regole della strada le conosce solo attraverso i film e chi le ha imparate vivendo la vita. Quella di Santino è una di quelle storie che parlano di riscatto, il riscatto dell’uomo rispetto ai drammi della vita. Santino è un killer ma anche a un killer non puoi strappare il cuore, se ce l’ha. Una storia che è parte di una trilogia che parla della vita come certe volte non vogliamo guardarla.

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Giallo a Cefalù

Chi non conosce Cefalù? Io ci sono finito per lavoro e, viaggiando in treno per arrivarci, è finito per innamorarsene anche Iachìno Bavetta, il protagonista dei miei gialli, tanto che ne sono nati un romanzo e un racconto dal titolo “La mossa del capone”. Due storie ambientate nel borgo normanno che si affaccia sul mare, che hanno il gusto degli scorci, quello dell’estate e la luce di quelle storie che nascono per caso, all’ombra, e finiscono per essere illuminate dal sole. Grazie ad una copia esposta nella vetrina della libreria lungo il corso, Iachìno ha fatto mezzo giro del mondo.

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Giallo a Favignana (La pasta coi ricci di Iachìno Bavetta)

Favignana: l’isola a forma di farfalla. Luogo in cui il tempo si ferma e i ricordi riaffiorano davanti al mare. Il posto della lentezza e del sapore del cous cous di pesce. L’isola in cui Iachìno va per ritrovare sé stesso e immergersi per una gustosa pasta coi ricci. La storia è tutta lì, fra le splendide acque della più grande isola delle Egadi.

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Testamento alle amanti

Un uomo anziano e il suo testamento. Una lettera alle donne che la vita può farti incontrare. Il ricordo: quello delle occasioni e delle possibilità, degli scambi d’amore avuti e immaginati, lungo un filo che corre leggero fra le memorie di un passato da notaio. Un testamento in cui il dono è l’essenza stessa degli incontri che riserva la vita.

A voi che mi avete accompagnato sin qui, dove il tempo ha scelto di mettere il punto di fine. Perché è così la vota, una scia d’inchiostro indelebile che lascia una macchia al nostro passaggio.

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La Dea del grano

C’è un borgo, in Sicilia, che si appoggia ad una collina attorniata dai campi di grano, si chiama Gangi ed è un borgo medievale. Anni fa si svolgeva un festival letterario così, “Una montagna di luoghi”. Così, grazie ad un invito ricevuto, gli ho mandato Iachìno e Gerlando per una delle loro storie in giallo. Grazie a questo racconto è stato possibile organizzare una serie di passeggiate alla scoperta del colpevole e anche del borgo.

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Giallo in montagna (La salsiccia al pepe rosa)

Ci sono luoghi di cui ti innamori, altri a cui ti leghi piano piano. Alcara Li Fusi, un borgo montanaro di Sicilia, è stato per me entrambe le cose. Mi ha regalato la bellezza della natura, quello della cultura visto che custodisce il “Muzzuni, il rito pagano più antico d’Italia, e quello delle relazioni umane che passano dal buon cibo da condividere a tavola. Devo questo amore a una persona che, lontano dalle cronache, ha creduto in me. Suo padre, ed è a lui che è dedicato questo racconto gialli, custodiva la ricetta di una pietanza unica: la salsiccia al pepe rosa. Iachìno ne va pazzo!

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Manualetto della minchia

Il Manualetto della minchia è un po’ uno scherzo della natura. L’ho scritto per celebrare una “notte delle librerie indipendenti” di qualche anno fa. Ad una libreria di Palermo servivano storie che avessero un legame con la città e fui coinvolto. Quale migliore occasione per scrivere un breviario che ruotasse intorno a una fra le parole siciliane più conosciute al mondo? Ne è nato un libretto stampato per puro piacere e, neanche a dirlo, è andato a ruba. Ricordo con piacere una persona che comprò un malloppo di copie per le amiche. Si narra di una serata da morire dalle risate, organizzò una cena e fece trovare il breviario sotto ciascun piatto. Una mezza minchiata, nata per simpatia, che mi fa sempre sorridere quando ci ripenso. Se vuoi puoi leggerlo gratuitamente da qui.


Sicilia con Iachìno Bavetta

Che strana cosa la Sicilia. È la mia casa ma è anche il mondo interiore di mila persone che ci vivono lontani.

Quando si viaggia, ciascuno ha un occhio diverso. Io ho raccontato il mio, con gli occhi del personaggio Iachìno Bavetta, una sorta di planata sui luoghi che amo, e qualche tuffo dentro ai sapori e alle esperienze da non perdere in questa terra dannatamente meravigliosa.

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Mano nella mano

La fotografia, come la musica e in genere le arti, sono le cose che possono tirarti fuori dai drammi che a volte può essere la vita. Succede al protagonista di questa storia.

Un ragazzo destinato alla malavita che, grazie a una macchina fotografica, troverà la sua strada. Una strada che però sarà macchiata di sangue e si porterà dietro ricordi ma anche voglia di riscatto e nuove speranze.

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Le ultime rose prima dell’addio

Il dono di un ragazzo, un’acconciatura da sposa e il suo vestito bianco. Una giovane donna che viene privata della gioia nel giorno più bello della sua vita. Il matrimonio che per questa ragazza è divenuto un sogno impossibile da coronare. Questa volta, per risolvere il caso, a Iachìno e Gerlando servirà l’acuta osservazione di Carmela e l’empatia che dimostra nei confronti di una ragazza. Una storia in cui le donne hanno una posizione fondamentale. Un racconto che parla di un tragico addio.

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Mare, amore e barbecue

Avete presenta la spiaggia di Mondello? Il mare cristallino, le capanne che emanano profumo di pasta al forno, le ville Liberty, le ciambelle, il cocco ghiacciato e le partite a pallone prima del tuffo?

Una spiaggia come questa, se l’ami, è il palcoscenico perfetto per una storia dalle tinte gialle, che si svolge interamente sulla battigia.

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Le panelle di Tanino Speciale

Datemi un lapino e muoverò il mondo! Questa è la prima indagine di Iachìno Bavetta e Gerlando Guarrasi. La storia che ha dato il “La” alla mia scrittura e l’avventura che poi ha fatto nascere Cous Cous Blues.

Un mistero che ruota intorno a una rivista di satira che prende il nome dal mezzo a tre ruote (Ulapino) e che affonda le radici nella città di Palermo, nei suoi contrasti e nei suoi sapori.

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Sonata per gamberi rossi

I desideri, certe volte, devono fare i conti con gli imprevisti. Un’indagine può scattare anche per colpa di un bassotto che, senza volerlo, ti porta a scoprire un omicidio. E allora, per far sì che il desiderio si trasformi in realtà, occorre prima scoprire chi è stato. Poi, magari, ci scappa una sinfonia al sapore di gambero rosso appena pescato.

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Cin Cin

C’è sempre un buon motivo per brindare alla vita, anche quando ci scappa il morto.
Cin cin è una raccolta di racconti gialli che si apre con una storia ambientata sull’Etna e che finisce tra i vicoli di Palermo con un giallo nato perché fosse anche una caccia al colpevole reale cui potessero partecipare le famiglie con bambini.
In mezzo ci sono altre brevi avventure degli investigatori Iachìno e Gerlando che si spostano tra i più suggestivi borghi di Sicilia.

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Giallo alle Eolie

Le Eolie e le meraviglie del suo mare. Le correnti si portano dietro storie che possono toccare qualsiasi pinto della terra. Dal mio amore per Filicudi e dopo alcuni fatti di cronaca realmente accaduti, è nata questa storia che intreccia il giallo al fascino segreto del blu.

Il sottofondo di questa avventura di Iachìno Bavetta è il suono del mare.

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Storia di un viaggio senza fine

A quindici anni ho fatto un viaggio on the road con un amico musicista, Marcello Paternostro. Eravamo in bici e sulle spalle portavamo il peso della voglia di libertà oltre a quello dei vestiti. Dormivamo in tenda, a volte, e mentre guardavamo le stelle scrivevamo un diario.
Un racconto che poi è diventato una storia, la mia prima, e che riuscì a trovare un piccolo ma coraggioso editore. Si chiamava Gaefra e la sua anima, Ciccio Falco, amava molto le foto di mio zio Alberto Amato.
In questa fortunatissima e unica edizione le parole erano unite alle immagini, come i genitori che tengono per mano i figli. Come due amici che pedalano fianco a fianco. Storia di un viaggio senza fine.


Cous Cous Blues

Tutto è iniziato da qui: da una telefonata immaginaria e da un iphone 5 in cui l’avevo appuntata. Ho iniziato a scrivere la storia di Iachìno Bavetta per caso e ho proseguito per scherzo. Quando, dopo settimane, ho riportato le note su word l’unica cosa che sono riuscito a dire è stata: minchia! Avevo scritto un romanzo, al cellulare e senza neanche accorgermene.
Ci ho messo dentro diversi amori. Poi Cous Cous Blues è approdato in libreria con Bookabook. Oggi le tre storie che lo formano viaggiano da sole: Le panelle di Tanino Speciale, il giallo a Favignana con la pasta coi ricci e la salsiccia al pepe rosa ambientato in montagna. Evviva il caso, evviva la tastiera del mio micro telefonino. Evviva la creatività.


Un cadavere nel mio appartamento

La prima volta che scappi di casa e vai a vivere da solo ti vengono mille idee. A me è venuto di suonare il clarinetto e di scrivere una storia: questa. Una storia paradossale, dall’humor nero che mi ha sollevato dal peso della vita durante la scrittura.

L’ho tenuto chiuso nel cassetto per molti anni, poi mi sono detto che non bisogna mai vergognarsi delle proprie creazioni, così è stato impaginato. E rido ripensando a quegli anni pazzi.

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La tartaruga Cassiopea

Di quando si è bambini, non c’è niente di più bello che ascoltare qualcuno che ti racconta una storia. Una storia di mare, magari. Cassiopea è stata una tartaruga realmente esistita, salvata a Favignana dopo aver ingoiato un tappo di plastica. Tempo fa ho curato un progetto artistico per l’Area marina protetta delle isole Egadi firmato con il mio pseudonimo Pablo Dilet e dopo qualche tempo mi è tornata la voglia di parlare ai bambini dell’avventura di questa tartaruga che ha preso il nome delle stelle.
Una storia fantastica, che racconta il mondo attraverso gli occhi di una piccola caretta caretta.

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Dario La Rosa

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