Eppure, Gerlà, mi chiedo una cosa. Mi chiedo se con l’avvento delle tecnologie e forse anche con la valanga che ormai ci travolge sotto il peso dei piccioli da accumulare, ci sia o ci sarà più la possibilità di fare le cose per il puro piacere di farle.
…I Lynyrd Skynyrd
C’è tutt’intorno questo desiderio di emergere Gerlà, quasi fosse una necessità senza la quale viene meno il respiro. Ma, dico, non siamo né delfini né tartarughe, che devono per forza di cose emergere per prendere aria. Abbiamo la possibilità di stare all’aria aperta senza sforzo, respiriamo senza neanche rendercene conto. Quello che voglio dire, Gerlà, è che siamo già emersi, ciascuno di noi. E ti dico che non c’è differenza tra la pianura e la montagna. Da quota zero a quota tremila l’aria è sempre quella.
…Come diceva Picasso…
Eppure, Gerlà, un guaio l’abbiamo fatto. Abbiamo pensato che bastasse ridere e provare a farlo fare agli altri per pensare di cambiare il mondo. Guardati intorno, è inutile che ci prendiamo in giro. Stiamo andando a rotoli. Però lo sai cosa mi piace di noi e di tutti quelli che la pensano nel nostro stesso modo? L’inesauribile riserva di speranza.
…La luna vista da qui
Ciao Gerlà, pensavo alla Luna. All’uomo sulla Luna più precisamente. Vedere partire un razzo diretto nel cielo è sempre un’emozione indescrivibile. Sarà che invece di fare il giornalista, da piccolo volevo fare l’astronauta, però mi pare sempre incredibile. È che l’ho capito dopo quanto si doveva studiare, quindi alla fine ci ho levato mano.
…Rocco Papaleo, l’amicizia e le bolle di sapone
Noi stiamo sempre a parlarci Gerlà, che sia al telefono o davanti a un caffè, lo facciamo di continuo. Eppure non ci domandiamo mai a cosa portano le nostre parole. Mi fa ridere quando dici che dovremmo registrare le nostre considerazioni sulla vita e i nostri litigi che non portano a nulla.
…La delicatezza dei fiori di cappero
Oggi è il 19 marzo, è la festa del papà. Palermo, la mia città, si colora a festa. Si prepara la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico e si mangiano le sfince, nuvole di pane in pasta che, dopo essere state fritte, si riempiono di ricotta e gocce di cioccolato. Manca poco alla primavera, e già i fiori splendono allegri tra mandorli, peschi e albicocchi.
…Di un libro, dell’Attimo fuggente e della speranza
Sai Gerlà,
ho letto un libro che dovresti sfogliare. Te lo ricordi Meri per sempre, il film? È il testo da cui hanno tratto la sceneggiatura e ti posso dire una cosa: come spesso accade, il libro è molto molto più bello.
