Dario La Rosa

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Circostanze

Come accadono le cose? Cosa ci porta da loro? Ci sono circostanze che sembrano non avere alcun effetto su di noi, ma poi tornano, inaspettate, nel processo creativo.

Capita che ciò che viviamo torni a distanza di tempo, come fossero secoli dopo, eppure sappiamo di averle vissute e ce ne ricordiamo ancora. Quando verranno a galla saranno mature per poterne riconoscere gli effetti che hanno avuto su di noi.

Il punto è chiedersi se sia corretto o meno inseguire le circostanze che ci consentono o meno di fare una determinata cosa, di raggiungere un determinato obiettivo. L’impressione di questi giorni è il dovere essere costretti a inseguire un’asticella che sembra alzarsi nello stesso momento in cui saltiamo.

La tecnica del Fosbury, quella con cui ormai si pratica il salto in alto olimpico, ha un che di simile a quello su cui sto ragionando. Si prende la rincorsa, si salta e, dopo lo stacco, ci si gira voltando la schiena verso l’asticella, verso il vuoto oserei dire. Nello stesso momento il nostro sguardo è rivolto al cielo.

Ecco, è quello il momento di cui parlo. Le circostanze, il nostro personale modo di sollevarci da terra, ci consente di volare per qualche attimo e superare le asticelle possibili per il nostro fisico. Ma se quella stessa barra si alza mentre siamo in volo, qualsiasi tecnica e qualsiasi livello di bravura non saranno sufficienti ad affrontare lo spazio necessario a superare l’ostacolo.

Mi pare che sia un po’ così oggi. Sei bravo? Devi esserlo di più. Sai fare alla perfezione l’insalata? Devi condirla meglio. Produci olio d’oliva? Deve essere sempre più extra, sempre più vergine. Un giorno sarà così vergine che non sarà nemmeno olio.

Eppure c’era un tempo (ma forse è solo un’epoca immaginaria) in cui la normalità andava bene e in cui a distinguersi non era chi sapeva saltare più in alto ma anche chi quell’ostacolo che tutti potevano superare era affrontato con uno stile differente, singolare, creativo.

Si va a scuola e l’unico pensiero non è più apprendere ma avere il voto alto. Perché la media, l’esame finale… tutto si va a sommare a questa corsa lungo una scala che ha i lavori sempre in corso e costruisce piani su piani più velocemente di quanto tu possa correre.

Il fatto è che il cielo, comunque la si metta, non si può raggiungere. E più ci allontaniamo dalla terra, dalla natura e dai suoi ritmi lenti, più creiamo circostanze che più che farci bene ci mettono solo sotto pressione. Lavoriamo male, ci lamentiamo sempre e finiamo per non sognare più, per non creare opere che invece possono essere belle e utili nella loro semplicità.

Dario La Rosa

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