Dario La Rosa

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C’è stata una volta

C’è stata una volta in cui ho avuto un nonno che è morto lasciando dopo di sé una campagna e qualche disegno.

I carboncini sono appesi da qualche parte, la campagna è ancora lì, ancorata al terreno e tenuta ferma da radici d’ulivo che bevono quando Dio decide di mandare acqua su questa terra.

C’è stata una volta in cui ho dovuto prendere le redini dell’erba che si piegava al vento, per non farla correre via e tagliarle i capelli prima che venisse spazzata a chilometri di distanza.

Ascolta “C'è stata una volta” su Spreaker.

C’è stata una volta che al nonno l’ho preso per mano prima che diventasse freddo. Anche se poi sono andato a parlarci mentre stava sotto una lastra di marmo e ho sentito che sotto c’era ancora qualcosa di caldo.

C’è stata una volta in cui ci si doveva liberare di un peso. Aveva sette note, ottantotto tasti e qualche bemolle che non suonava più.

Allora ho pensato che nulla è in più di quello che basta. Che nulla è troppo se sai tenerlo tra le braccia.

Allora l’ho preso quel piano e l’ho cullato tra le pietre come una mamma fa col suo neonato: stando attento che non si faccia male.

C’è stata una volta in cui l’ho fatto suonare quel piano, tra l’erba, le radici e le foglie d’ulivo che danzavano sotto un suono scordato.

E c’è stata una volta in cui il palcoscenico stava sotto il cielo, in cui le stelle stavano a guardare e in cui la musica suonava il canto delle sirene. Che danzano nel blu mentre nessuno le vede.

Dario La Rosa

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