Eppure, Gerlà, un guaio l’abbiamo fatto. Abbiamo pensato che bastasse ridere e provare a farlo fare agli altri per pensare di cambiare il mondo. Guardati intorno, è inutile che ci prendiamo in giro. Stiamo andando a rotoli. Però lo sai cosa mi piace di noi e di tutti quelli che la pensano nel nostro stesso modo? L’inesauribile riserva di speranza.
Siamo tipo picciriddi, come i bambini che credono e non smettono di pensarlo che tutto sia possibile. Ci sono stati artisti in giro per il mondo che lo hanno ripetuto più e più volte: che rimanere bambini è l’unica via di salvezza.
Ascolta “Come diceva Picasso” su Spreaker.Se non sbaglio su questo tema aveva detto la sua pure Picasso. No non come cantava Renzo Arbore nella canzone Ma la notte no “Lo diceva Picasso che di giorno mi scasso”. Il maestro della pittura ha detto che ha passato tutta la vita a liberarsi dalla costrizione dell’essere “adulto”, in questo caso in senso artistico, anche se poco cambia per la vita di tutti i giorni.
“A dodici anni sapevo disegnare come Raffaello, ma ci ho messo tutta la vita per imparare a dipingere come un bambino.”

Lo so, tu ora ci scassi la minchia e dici che non c’entra niente. C’entra invece, te l’ho detto pure l’altra volta. E lo sai perché? Per il semplice fatto che il bambino non sa, non conosce… vuole solo apprendere e capire. Quindi non giudica, non sentenzia ma soprattutto è pronto ad ascoltare chi gli sta raccontando qualcosa. Soprattutto, dentro di noi se si resta puri, c’è un’arte da potere fare emergere. In purezza, come certi grandi vini.
E se è una fesseria quella che ti viene raccontata? Mi dirai tu.
Magari è solo qui che entra in gioco l’adulto, lì dove ritiene che il proprio figlio possa perdere la sua purezza. E con il proprio figlio non intendo quello che ha concepito, intendo qualsiasi figlio che si trova ad avere davanti.
Ora, non prendermi in giro, ma qualcuno sosteneva che i problemi dell’uomo siano iniziati con la proprietà, se il figlio diventa mio o tuo, non è più di una comunità unita che deve per forza di cose badare a sé stessa e quindi deve essere protetta nella sua interezza. Qua invece è solo un pezzo alla volta o, peggio, un pezzo sì e l’altro no. Ormai non si può tornare indietro, o forse sì in un certo senso. Tu che ne pensi?
Io penso che il nostro possiamo metterlo sempre, in purezza, di nuovo come il vino buono.
Senti, devo andare, in tutto questo ne è successa una nuova, ma questa te la racconto la prossima volta.