Sai Gerlà,
ho letto un libro che dovresti sfogliare. Te lo ricordi Meri per sempre, il film? È il testo da cui hanno tratto la sceneggiatura e ti posso dire una cosa: come spesso accade, il libro è molto molto più bello.
È anche molto più duro, questo te lo devo dire. Aurelio Grimaldi, quando l’ha scritto (ora se non ricordo male lo ha ripubblicato la casa editrice Elliott) lo ha intitolato Malaspina, come il carcere minorile di Palermo.

Ho pianto leggendolo, Gerlà, e lo sai perché? Forse perché in questo periodo in cui ci dobbiamo scantare per i nostri figli, in questi tempi in cui non sai se sia meglio avere una pistola in mano piuttosto che un cuore nel petto, questo diario dei giorni passati da insegnante dietro le sbarre ci fa capire come ci si debba sempre appigliare alla speranza. Anche quando tutti la vogliono assassinare, compreso quelli, anzi forse e purtroppo soprattutto quelli che dovrebbero invece alimentarla, non sono disposti a mettersi in gioco.
Ascolta “Puntata 4 – La bellezza, forse, è capace di salvarci” su Spreaker.È come nell’attimo fuggente, figurati se anche quello non te lo ricordi. Lì anche il povero Robin Williams viene messo di lato. Alla fine è costretto ad andare via, ma qualcosa nell’animo di quei ragazzi ha lasciato. Ed è questo che mi commuove.
Sai, tra una cosa e l’altra non ti ho raccontato di un progetto della fondazione Le vie dei tesori che ho fatto in alcune scuole palermitane con alto tasso di povertà educativa. Sono stato a parlare di bellezza ai bambini di quarta elementare. E lo sai cosa mi ha fatto più impressione? Non la loro vivacità, non la loro capacità di parlare e di esprimersi meglio in dialetto. Mi ha fatto preoccupare che non sapessero di avere al loro fianco meraviglie come la cattedrale di Palermo, il teatro massimo o addirittura la spiaggia di Mondello, che è famosa in tutto il mondo.
Mi sono chiesto, Gerlà, se la scuola debba essere più un’enciclopedia di nozioni da provare ad apprendere o se invece possa insegnare la vita, possa insegnare a comprendere che solo la conoscenza offre la libertà. Che solo quando sai leggere e capire, puoi evitare di farti fregare.
Ho pianto, Gerlà, quando sono uscito da quelle classi e lo sai perché? perché quei tanti bambini a cui nel mondo viene negata la possibilità di guardare oltre le montagne di spazzatura che si trovano ad avere davanti casa, meriterebbero di essere portati in giro, meriterebbero persone come quel prof del malaspina o come un Robin Williams che gli apra il cuore.
Pare matematica e forse lo è, Gerlà. La bellezza genera bellezza e così via come quella moltiplicazione di opere d’arte che Antonio Presti ha fatto fare ai bambini delle scuole di Catania. Si chiama porta delle farfalle, dobbiamo andarci a vederla, per sentirci liberi e felici come questi insetti dalle ali colorate. Anche solo per un giorno.
Ciao Gerlà, alla prossima
Iachìno